Martino Mastinu e Mario Bonarino Marras

 

Il caso di Mastinu è stato individuato quasi subito come uno di quelli sui quali era possibile fare un processo perché il suo rapimento (la sua deasaparición) era legata all’omicidio del cognato. Il cognato era stato ucciso perché stavano cercando lui: i casi erano strettamente legati e questo fatto aveva consentito che il caso di Mastinu entrasse nel processo.

Nel 1999 Cogodi assunse la difesa di parte civile dei familiari di Mastinu, con la delega della moglie e del figlio. C’è voluto tempo perché il processo italiano partisse. Il processo si avviò solo quando il Presidente Pertini e il Ministro di Grazia e Giustizia, Clelio Darida, già Sindaco di Roma, diedero mandato alla Magistratura di avviare il procedimento.

 

Come iniziò il processo di Martino Mastinu e come si concluse?

Il governo italiano si presentò all’udienza preliminare dando l’assenso per l’avvio del processo. Quindi, nella stessa sede si costituirono le parti. C’erano gli avvocati difensori di parte civile, ma, al contrario, non si presentarono gli imputati, che ovviamente incominciarono a eccepire il fatto che la giustizia italiana non potesse perseguirli.

Nelle udienze successive, gli imputati non solo non si presentarono: rifiutarono di far partecipare i propri avvocati rivendicando l’incompetenza del governo italiano su questa materia e quindi gli imputati ottennero una difesa d’ufficio. Furono ascoltati una settantina di testimoni, testimoni tutti argentini, familiari, conoscenti e persone a conoscenza dei fatti. Testimoniarono anche i giudici che avevano iniziato le ricerche in Argentina anche su Mastinu più altri componenti di Associazioni vessate come le Associazioni delle madri e delle nonne. Il processo si concluse con la condanna degli imputati che erano i capi militari competenti nei territori dove erano avvenuti i vari fatti e, nel caso di Mastinu e Marras, anche quelli che erano considerati gli autori materiali.

 Importante ai fini dell’adozione della sentenza, fu il ruolo che svolto dalla requisitoria di Luigi Cogodi: la scomparsa di Mastinu è stata equiparata a un omicidio. Il processo italiano è stato emblematico e in questo processo, non di poco conto, il ruolo dell’avvocato Cogodi: era il primo caso in cui si parlava di desaparición di fatto nel mondo. Gli imputati furono tutti condannati.

Il “Centro di documentazione per i Diritti umani Mastinu - Marras”

Il “Centro di documentazione per i Diritti umani Mastinu - Marras”, fondato nel 2004 alla presenza del premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez de Esquivél, incarcerato durante la dittatura Argentina, opera attualmente presso il Museo Comunale Casa Deriu di Tresnuraghes. Nel tempo ha organizzato eventi e incontri utili a diffondere ogni informazione sulla vicenda nel territorio della Sardegna, in particolare presso le scuole, con la presenza, finché questo è stato loro consentito dall’età, dei familiari e dei testimoni dei fatti che avevano deposto nel processo, ovvero di persone che avevano comunque conosciuto quelle vicende.

Grazie a Luigi Cogodi, grazie ai giudici che sono riusciti a portare avanti il processo italiano, siamo ora più coscienti del nostro dovere, come cittadini, come genitori, come educatori: lottare contro tutte le discriminazioni a favore di una giustizia che non conosce confini.