Luigi Cogodi e la difesa dei diritti umani
“Era il 1988. In quell’anno si svolse, a Roma, la Conferenza Nazionale degli Italiani all’estero e, in vista di quella grande assemblea degli emigrati, l’allora Assessore regionale del Lavoro Luigi Cogodi, aveva pensato di farla precedere da una consultazione della Regione con i Circoli degli emigrati sardi. Fu organizzato un viaggio per conoscere i più lontani, come quelli del Sud America, dove all’epoca operavano pochi Circoli: due erano in Brasile, a Rio de Janeiro e a San Paolo del Brasile (che essendo una città quasi interamente fondata dagli emigrati italiani, ospitava anche molti sardi), e tre erano in Argentina, a Buenos Aires, a Mar del Plata e a San Miguel de Tucumán. Gli incontri avvenivano a poca distanza dal ritorno della democrazia in Argentina. Era però in atto una grave crisi economica, con un’inflazione galoppante, tanto che, proprio in quei giorni, nel fine settimana vennero chiuse le banche e, alla riapertura, il costo del denaro (rispetto al Dollaro USA e alla Lira italiana) era aumentato addirittura del 20 per cento. Una situazione molto complicata dal punto di vista economico e sociale. Fra gli incontri con i Circoli e le Istituzioni locali, molto importante fu la riunione presso il “Circulo Sardos Unidos de Socorro Mutuo” di Buenos Aires: la prima Associazione di sardi nel mondo, costituita nel 1936 ad opera di un gruppo di emigrati, tra i quali alcuni esuli antifascisti che avevano lasciato l’Italia per ragioni politiche ed evitare di essere coinvolti nella guerra ormai imminente. Durante l’incontro si trattarono temi fondamentali per gli emigrati e, tra questi, quello di capire come la Regione avrebbe potuto essere loro d’aiuto e quale contributo, gli emigrati avrebbero potuto dare alla società sarda. Si presentò anche la possibilità di assicurare dei viaggi per la Sardegna agli emigrati di prima generazione ormai anziani, affinché mantenessero i contatti con la terra madre e si prospettò anche la possibilità di offrire dei viaggi nell’isola ai loro figli, o ai loro nipoti, affinché conoscessero la terra dei loro avi… L’Assessore Cogodi amava trattenersi a parlare con gli emigrati per conoscere le loro storie e, quel giorno, si avvicinarono a lui due anziani signori, Giovanni Mastinu e Maria Manca, per chiedere informazioni sulla possibilità di rivedere la loro terra. Avevano lasciato l’isola negli anni '50, ma erano poveri, non erano più tornati in Sardegna e desideravano rivederla prima di morire.” (Dalle parole di Giovanni Mastinu):
‘Noi siamo partiti in Argentina in cerca di lavoro e con la speranza di dare un futuro ai nostri figli. Oggi nostro figlio non c’è più, ce l’hanno portato via. Si chiamava Martino Mastinu. Una volta sono venuti a cercarlo. I militari però, cercando lui, hanno ucciso a fucilate il cognato, Mario Bonarino Marras. Noi pensiamo che nostro figlio sia stato ucciso, ma non ne abbiamo la certezza. Siamo rimasti soli, senza i ragazzi che portavano i soldi a casa e, per noi, non è stato semplice continuare…’
In quell’occasione, pronunciarono delle parole che rappresentano l’inizio di una vicenda giudiziaria e umana che segnerà per sempre il futuro professionale di Luigi Cogodi sia come Amministratore regionale, spingendolo a modificare la relazione tra la Regione e gli emigrati sardi all’estero, sia come avvocato, diventando protagonista delle vicende processuali successive, difensore delle vittime di un’enorme tragedia umana. Erano gli anni a cavallo tra il 1986 e il 1989 e il tema dei desaparecidos, non solo era praticamente sconosciuto in Sardegna, ma non era emerso con tutta la sua forza nella stessa Argentina. Nella nostra riunione nessuno ne aveva parlato pubblicamente, anche perché chi aveva conoscenza diretta delle persone poteva soltanto dire che un familiare era scomparso e, forse, era stato torturato prima di essere ucciso. Non si aveva conoscenza della sorte effettiva degli scomparsi, né dell’entità del fenomeno. Non se ne parlava nei luoghi di lavoro e a scuola, non se ne parlava tra la gente... Nessuno aveva una conoscenza approfondita dei fatti. Trentamila persone scomparse sulle quali regnava il silenzio e la paura. Perché questa storia venisse fuori ci sono voluti anni…