Benvenuti nel Blog di DESAPARECIDOSARDINARGENTINA

 

Tutto è iniziato con un'idea semplice alimentata da una passione profonda.

1) preservare la memoria dell'emigrazione sarda nel mondo e documentare le forme e le modalità di integrazione tra culture: partendo dalle esperienze maturate in Sardegna, grazie a un fecondo (anche se non sempre facile) rapporto con i territori ospitanti, la nostra comunità è stata in grado di sviluppare e consolidare la sua presenza, non dimenticando la sua provenienza e il proprio valore identitario;

2) preservare la memoria di coloro, che elevando a nuova patria l’Argentina, hanno difeso i valori della libertà, della democrazia e dell’uguaglianza a costo di perdere la vita, ma mai la dignità e l’onore.

La Storia dell'Argentina sul finire del 1800

 

La storia dell'Argentina è una trama complessa di lotte per la libertà, crisi politiche e sociali, e momenti di straordinaria resilienza popolare.

Dai dati storici in nostro possesso, sappiamo che nel 1853 l’Argentina divenne una Repubblica Federale. La produzione agricola del Paese era insufficiente al fabbisogno nazionale e i cereali venivano importati pagandoli col ricavato della vendita delle carni. Lo Stato Federale si impegnò nel progetto statale di migliorare la produzione agricola; progetto che attirò gran parte delle popolazioni europee.

Già dal 1870, nella Provincia di Buenos Aires, la legge assegnava terreni a giovani coppie di agricoltori a condizione che vi costruissero una casa e che li coltivassero, ma fu soprattutto la legge sull’immigrazione varata nel 1876 dal Governo argentino che spinse molti a emigrare.

La legge prevedeva la possibilità di assegnazioni di terreno gratuite; gli unici obblighi erano quelli della residenza e della coltivazione delle terre. Inoltre, la ‘Comision de Inmigracion’ si occupò dell’anticipazione delle spese di viaggio agli emigranti e di quelle necessarie per impiantarsi nel lotto assegnato da parte delle società private.

 

Gli italiani furono i più coinvolti, sbarcando negli anni tra il 1876 e il 1925 in numero sempre maggiore; l’Argentina divenne così, la “Terra Promessa”.

Emigrazione Sarda in Argentina

 

I sardi arrivarono in Argentina sul finire del 1800, anche se il flusso migratorio più forte si verificò dopo le due guerre mondiali.

L’emigrazione sarda iniziò in ritardo per vari motivi che vanno dal suo persistente isolamento a un carattere temprato alle durezze della vita. Emigrare era visto come un segno di fuga e di resa, ma, una volta iniziata, la “grande emigrazione” crebbe rapidamente…

 

Fra il 1950 e il 1970 tanti sardi si trasferirono in Argentina dimostrandosi pronti a intraprendere nuovi lavori.

 

A differenza delle altre parti d’Italia, i sardi non arrivavano con le loro famiglie; arrivavano da soli a “preparare il terreno” per il ricongiungimento con i loro familiari. Alcuni matrimoni avvenivano per “procura”, a distanza, per favorire l’ingresso in Argentina anche delle mogli che altrimenti non avrebbero potuto emigrare dalla Sardegna. E il desiderio di condividere esperienze, di parlare il dialetto e colmare la nostalgia per la loro amata isola, li portava a creare delle Associazioni.

L’Associazione "Sardos Unidos de Socorro Mutuo" di Buenos Aires nacque il 19 Aprile del 1936, con lo scopo di unire e aiutare i sardi che si trasferivano in Argentina.

 

Unire e aiutare i sardi in Argentina”: questa diventerà la missione di vita di Cosimo Tavera ...

 

 

 

 

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